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lunedì 6 ottobre 2014

Formulazione in positivo dell'obbiettivo

Questa condizione è molto importante perchè il cervello non percepisce le negazioni: se noi fossimo su una scala per cambiare una lampadina e qualcuno ci dicesse “Non pensare che puoi cadere, mi raccomando!” con molte probabilità otterrebbe l'effetto opposto perchè per non pensare a cadere il nostro cervello prima si deve immaginare che noi cadiamo e poi deve cancellate quell'immagine.



Questa operazione, che si svolge in modo estremamente veloce ed inconsapevole nella nostra mente, può portare paradossalmente al risultato opposto a quello desiderato.
Da ciò nasce l'importanza di formulare in positivo i propri obbiettivi.
Per riuscirvi, immaginiamo di rispondere alla domanda (chiamata domanda di estrazione, data la sua funzione di estrarre criteri, valori, obbiettivi profondi): “Cosa voglio ottenere? Cosa desidero?”
Ad esempio la risposta: “voglio essere considerato un venditore di scarsa professionalità non soddisfa la regola di buona formazione degli obbiettivi, perchè è formulata in negativo.

In questo caso la successiva domanda da porre a noi stessi dovrà essere “Se questo è ciò che non voglio, allora cosa desidero esattamente?” Continuiamo così finchè otterremo una formulazione positiva dell'obbietivo, come ad esempio “Desidero essere considerato un venditore di grande successo”.

Un coinvolgimento totale di tutti i sensi nella descrizione dell'obbiettivo fa si che il cervello diventi un prezioso alleato per il raggiungimento delle mete più ambite.

Ecco alcuni esempi di domande di estrazione:
1. Come farò a sapere che ho raggiunto il mio obbiettivo?
2. Che cosa vedrò quando avrò raggiunto il mio obbiettivo?
3. Che immagini si formeranno nella mia mente?
4. Cosa mi dirò una volta raggiunto l'obbiettivo?
5. Che sensazioni particolari proverò nel raggiungere il mo obbiettivo? (calore, energia, leggerezza) 6. Dove saranno localizzate tali sensazioni nel mio corpo? Nello stomaco? Nella testa?
7. Le persone che conosco (i colleghi, il superiore) come sapranno che ho raggiunto il mio obbiettivo?

Quanto più i nostri sensi sono coinvolti nella descrizione precisa dell'obbiettivo, tanto più facile sarà atttingere alle nostre risorse interne per perseguire le mete professionali: in questo modo, infatti, si trasmettono al cervello indicazioni chiare sulla direzione da seguire.

Una volta che l'obbiettivo è stato descritto in termini positivi, occorre stabilire una procedura a breve e lungo termine che sia in grado di indicarci in ogni momento se siamo in linea o meno con la meta prefissata. Ecco una serie di domande di estrazione che che ci aiutano a mantenere la rotta:

1. Qual'è il percorso specifico per raggiungere l'obbiettivo?
2. In quanto tempo raggiungerò l'obbiettivo?
3. Dove, quando e con chi voglio raggiungere l'obbiettivo?
4. In quanto tempo raggiungerò l'obbiettivo?
5. Qual'è il primo passo che posso compiere per raggiungere l'obbiettivo?

Se l'obbiettivo che ci siamo prefissati è particolarmente ambizioso o lontano nel tempo, può essere molto utile scomporlo in sottoobbiettivi più facilmente gestibili, per poi stabilire, per ciascuno di essi, una procedura di verifica a breve e lungo termine.
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