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martedì 17 giugno 2014

Il mio MEA CULPA

Quando ho aperto questo blog non avrei scommesso una lira: venivo da un momento difficile e non avevo le risorse energetiche e mentali nonchè la voglia di gestire tutti i miei business: blog sparsi per il web e tutti i guest blogging che tenevo per altri siti o articoli per altre riviste, le continue consulenze, i progetti che mi vedevano come unico referente...ero arrivato al cosiddetto punto di rottura.

Era un periodo difficile, mi stavo riprendendo lentamente e volevo lavorare poco e quindi ho cercato di ridurre la mole di lavoro come consulente, copywriter, sviluppatore e project manager, tuttavia la scrittura è sempre stata la mia passione, l'oggetto di miei studi, innovazioni, testi scritti, lezioni tenute...



Dovevo comunque avere un "quaderno" dove scarabocchiare, ed ho aperto questo blog, non aspettandomi i risultati che in un solo mese sono riuscito ad ottenere.

Ma questo non è merito del saper scrivere bene, conoscere le regole del blogging, o essere un guru o semplicemente una persona fortunata: non mi sono reso conto ma dopo la mia assenza sono ritornato con un asset diverso, un personaggio diverso, più apprezzato pechè invece di allontanare le persone con l'arroganza di chi sa di essere bravo, le avvicinavo con il mio essere...semplicemente me stesso!!

Dico sempre: adesso c'è chi guarda le statistiche, il ROI, vive di task-list rigorose....io l'unica cosa che studio sono le persone: sia come consulente che come scrittore a me interessa il lato umano prima di tutto e poi se la cosa va bene, tutti sappiamo che esistono le metriche per quantificare l'andamento...

Ecco cosa è cambiato, ecco cosa ha fatto la mia fortuna, la ragione per cui i clienti mi subbissano di chiamate e mail, i post del blog hanno visite da capigiro: mi sono creato involontariamente un personal brand che coincide totalmente con la mia reale personalità, senza artefazioni, senza aver pompato le cose o ingigantito situazioni o competenze...me stesso davanti al web, alla gente, con quello che riesco a comunicare e nel preciso modo in cui lo faccio.

La gente non è stupida ed anche se non te lo dice, nota che sei artefatto e non ti caga di striscio, se invece sei reale, senza filtri o magheggi, la gente per magia si avvicina, perchè essenzialmente si sente vicina a te!!

Ma non è finita qui: il vero tesoro è stata la capacità di saper intervistare delle personalità interessanti che mi hanno regalato tante piccole/grandi cose, ognuno con il suo modo, la sua realtà, la sua vision...e fare un'intervista non è avere una dote particolare, non significa essere un gran giornalista, ma è essere curioso ed allo stesso tempo affamato di informazioni, di comprendere chi hai davanti, di fare tuo ciò che ti dicono, che è sempre un'esperienza!

E le esperienze compongono la vita...

Ecco qui: Andrea Tamburelli, professionista che da oltre 15 anni lavora nel web, che da programmatore è diventato project manager, blogger, relatore e scrittore, che è arrivato ad un punto di rottura ed  in pochi mesi si è rivisto e ricostruito, facendo tesoro esclusivamente di un concetto: essere sè stesso ed essere curioso.

Concludo dicendo che se in ciò che fai non ci metti passione, emozione, empatia, tutto quello che produci è fuffa, merda, cose finte, senza valore: devi saper emozionare le persone e se lo fai, allora quella è la differenza: bisogna sapersi mettere in discussione e trarre i vantaggi di quello che la tua discussione interna ti suggerisce.
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