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domenica 1 giugno 2014

La comunicazione perfetta esiste

Ecco un post tratto dal mio ultimo libro "I misteri della comunicazione" che introduce le tecniche per rendere la tua comunicazione perfetta ed ottenere ottimi risultati comunicando con una tecnica basata su 10 punti fondamentali.

A tuo parere quanto è importante comunicare?
E’ un bisogno fondamentale, senza la comunicazione non sapremmo come relazionarci con gli altri.
Oggi è diventata quasi una vera ossessione, siamo tutti presi a comunicare in qualche forma, che siano email, chiamate al cellulare che ormai è onnipresente nelle mani di tantissime persone spesso pronte a scriversi qualcosa.

Spesso, quando parlo con le persone, uno delle cose che gli sento dire più spesso è che vorrebbero migliorare la loro comunicazione con il marito, i figli, la fidanzata, con gli amici, insomma con qualcuno di significativo. Quasi tutti vorrebbero comunicare meglio ma pochissimi sanno come comunicare davvero in modo efficace. Sapere come comunicare in teoria è molto diverso dal sapere effettivamente come farlo.
Non so a se a te sia mai successo… ma nella mia vita alcuni rapporti si sono incrinati a causa di errori, a volte banali, che avevo compiuto mentre comunicavo con qualcuno.

In questo capitolo molto importante, ti svelerò 10 regole che richiedono meno di 5 minuti per farti diventare subito un comunicatore più efficace.
Sono “trucchi” che ho imparato grazie al’esperienza, scontando sulla mia pelle gli errori compiuti nel relazionarmi agli altri.

1. Per prima cosa cercare di capire e comprendere l’altra persona, invece di desiderare che sia lei a comprenderci per prima. Nel momento in cui l’altro si sente compreso, allora cercherà di comprendere noi.
Forse ora stai pensando: “Ma caro Andrea, è ovvio no?”.
Si è ovvio ma quanti nonostante lo sappiano, lo fanno effettivamente?
Nessuno (o molto pochi)!!!
Per cui, se vuoi comprendere quello che l’altro sta dicendo, presupponi che abbia ragione e chiedigli di aiutarti a vedere le cose dalla sua prospettiva.
Sforzati di ascoltare realmente l’altro quando ti parla. Invece di pensare a come dire la tua subito dopo, ascolta se puoi.

2. Idealmente dovresti ascoltare per l’80% del tempo e parlare solo per il restante 20%. 


Dopo una dichiarazione del genere qualcuno forse sarà un po contrariato 
“Ma come io voglio mettermi al centro dell’attenzione, parlare, essere ascoltato, e tu invece mi dici di ascoltare io per primo?”
Il mio consiglio, che può essere anche un esercizio per verificare la potenza di questo “segreto” è quello di provare  per una settimana e vedere cosa succede… rimarrai sorpreso, te lo garantisco!

3. Mai interrompere chi parla per dire la tua! Smetti di interrompere laltro quando parla e lascialo parlare, e poi dopo che ha finito di parlare, prima di aprire bocca lascia passare anche un minuto in silenzio per dargli la possibilità di poter aggiungere qualcos’altro. Lascia spazio all’altro.
Sai cosa noto spessissimo quando vedo altre persone parlare?
Che non fanno altro che interrompersi e parlarsi addosso.

Si nota che non si ascoltano l’un l’altro e non vedono l’ora di dire la loro!
Quando siamo dentro una discussione non ce ne accorgiamo, ma vista dell’esterno è proprio una situazione triste, è come una danza che invece di essere armonica, si interrompe continuamente.



Questo lo chiamo il fenomeno dellurlare ai sordi. Due sordi si urlano addosso senza preoccuparsi di ascoltare laltro. Se inizio a notare questa dinamica rimarrai sorpreso di scoprire che accade sia tra persone che si conoscono da tempo che da persone che si sono appena conosciute.

4. Evita di anticipare le parole che sta per dire anche se credi di saperle, tienile per te. Anche questo è un modo per non interrompere laltra persona. E poi anticipandolo, anche se tu credi di aiutare l’altra persona a trovare una parola, è come se gli dessi dicendo che non è abbastanza intelligente per riuscire a farcela da sola.
Cito una frase molto colorita di Corrado Guzzanti: “Con internet puoi comunicare con un aborigeno dall’altro lato del mondo! Si ok, aborigeno, ma io te che cazzo se dovemo dì?

5. Evita di completare i discorsi dell’altro. Questa è la naturale conseguenza del punto precedente. La maggior parte delle volte che mi sono trovato a completare i discorsi di unaltra persona convinto di sapere cosa stesse per dirmi, indovina? Mi sono sbagliato! Spero che non farai anche tu il mio stesso errore, e lascia che l’altro parli. Anche se pensi di sapere dove volgerà il suo discorso, lasciaglielo dire ascoltandolo con attenzione: vedrai che molto spesso ciò che avresti ritenuto un discorso scontato può rivelarsi una fonte di idee e di concetti nuovi ed  imprevisti, inoltre il tuo interlocutore, in questo modo sentirà che le lasci il suo spazio senza invaderlo.
6. Evita di dare spiegazioni non richieste.
E’ un’abitudine snervante, perché l’altro potrebbe non essere realmente interessato a conoscerle, e poi così sembra che fai la vittima.

7. Smettila di comportarti come se l’altro fosse un imbecille solo perché non condivide il tuo modo di “sentire”, pensare o ragionare. Il punto di vista dellaltro proprio perché spesso è diverso dal nostro, può arricchirci. E magari questo ci fa scoprire che laltra persona è molto più intelligente di quanto credevamo. La comunicazione è efficace solo quando entrambe le persone hanno un interesse vivo e attivo nell’essere in contatto e nel darsi attenzione a vicenda…

8. Evita  di continuare a parlare solo perché non hai finito di dire tutto quello che hai in mente di dire.
Spesso chi parla continua a farlo anche quando chi è ascolta non è più in contatto con chi parla! Niente di più inutile.
Ho notato che questo fenomeno capita molto spesso  ai relatori che non osservano la reazione del pubblico ai propri discorsi: continuare un concetto a tutti i costi, ad oltranza  anche se l’altro sta esprimendo chiaramente disattenzione è una forma di violenza: non ti è richiesto di terminare un concetto che non risponde all’attenzione di chi ti sta ascoltando, ti è chiesto di comunicare e di farti ascoltare ed un buon relatore è colui che è in rado di esprimere dei concetti interessanti calamitando l’attenzione del pubblico pertanto cerca sempre di osservare chi ti sta di fronte e che ti ascolta e di valutare se il suo grado di interesse risponde a ciò che stai dicendo, in caso contrario, estrai dalla manica il tuo jolly: inverti la marcia e cambia discorso, magari l’attenzione del tuo interlocutore aumenterà nuovamente.

9. Come abbiamo visto i precedenza, evita parole che hanno associazioni negative.
Piuttosto che dire “
Ti rubo solo un minuto”, oppure “Posso disturbarti un momento?”, prova invece a domandare: “Ciao, come stai? E’ un buon momento per te per…”. Termini come “rubare” e “disturbare” che si usano tanto nella comunicazione sia parlata che scritta, in realtà non sono molto utili.
Chi infatti vorrebbe farsi rubare qualcosa o essere disturbati (anche se solo per qualche minuto)?

10. Usa l’ascolto attivo. L’ascolto attivo non è semplicemente sentire quello che l’altro ti sta dicendo e partecipare attivamente al dialogo, ascoltando attentamente.
Lascoltatore attivo è quello che prima di tutto sente le emozioni dellaltro presenti dietro alle sue parole.
Per cogliere le emozioni dell’altro, mettiti in contatto con le tue. Cosa senti interiormente quando l’altro ti parla? Cosa percepisci che l’altro senta quando parli tu? Allenati a riconoscere sempre di più queste emozioni, prova ad esempio a fermarti e dare un nome alle emozioni che provi durante il giorno. Questo ti aiuterà a riconoscerle anche negli altri.

In conclusione ti invito a cercare di applicare uno di questi trucchi alla settimana, per tutta la durata di quella settimana. Mettiti in gioco, è una buona occasione per sperimentare e fare qualcosa di diverso. Se vedi dei miglioramenti continua ad usare quella regola, se invece non noti nessun cambiamento positivo… lasciala stare.

Inizia da subito, appena conclusa la lettura di quest’articolo, alla prima occasione che hai di interagire con qualcuno, prova ad applicare la regola numero 1. Quanto può fare la differenza nella tua comunicazione far sentire all’altro che lo vuoi accogliere davvero il suo punto di vista?
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